PERCHE' SIAMO ANCORA ANONIMI E SPERIAMO DI RIMANERCI
Ci domandiamo spesso qual è la funzione di un blog, quale servizio debba offrire perché possa avere un senso, quale strumento deve diventare e in che modo rivolgersi ai propri lettori!
Noi del Portorecanatese Doc, non badiamo alla forma, non ci crucciamo di utilizzare un linguaggio forbito o "Guzzo", non siamo qui ad accontentare le paturnie dell'amico politico di turno.
Noi amiamo scendere per strada, ascoltare gli umori, sentire cosa pensano i cittadini del proprio territorio e poi ci piace raccontarvi che cosa viene fuori, dando il taglio della nostra opinione, che però è sempre aperta al confronto.
Tempo fa ci chiedevate di venire fuori allo scoperto, di dire chi siamo, perché rimanere anonimi non è giusto. Eppure ogni forma di critica (nella sua accezione più ampia di analisi generale), a Porto Recanati è nata sotto anonimato, salvo venire fuori in momenti successivi o per altri motivi.
Anche se è buona regola non parlare degli altri blog, noi che siamo completamente a digiuno di strategie dell'etere, vi vogliamo raccontare un po' come sono nati gli altri.
Il blog più letto L'Argano, ad esempio, inizialmente ha agito liberamente senza che si sapesse chi fosse il responsabile, ma certamente su impulso di un'area politica ben definita. Possiamo dire, senza voler leccare le terga di nessuno, di aver seguito sin dai primi passi la sua affermazione, venendo a conoscenza del nome dell'amministratore solo dopo un anno e più di attente letture. Nondimeno ne abbiamo apprezzato la verve e la dettagliata analisi delle vicende cittadine. Ne abbiamo colto e forse ne riproponiamo il tono non troppo “politically correct”, ogni qual volta si doveva puntare il dito contro qualcuno. Una buona opera di omogenea presa a calci in culo a tutti, senza sconti a nessuno. Così democratica, che i detrattori di tale blog ne hanno tacciato il responsabile, a seconda dei casi, come riccettiano prima, ubaldiano e poi ancora riccettiano.
Poi è nata su Facebook la pagina di Sdrogio, una bacheca anonima di satira politica, che dopo un avvio strepitoso (complice anche il turbinio di eventi legati alla scorsa campagna elettorale comunale), adesso inizia un po' a battere la fiacca. A lungo per il paese si è fatto il toto nomi dei presunti amministratori di tale pagina e forse qualcuno li ha individuati.
Diciamo che il loro modo di colpire in maniera pungente certi gruppi, per solleticare lievemente uno in particolare, ne ha fatto scoprire quantomeno la vicinanza politica.
Nondimeno, ci capita di buttare un occhio nella loro bacheca, per farci una risata sopra!
Poi è venuto fuori lo strano caso del blog “società civile”, che ha battuto tutti i record di minor durata dell'anonimato del responsabile.
È bastato leggere il primo post e già alla terza riga, la firma dell'amministratore era impressa.
Tanto valeva chiamarlo con il proprio nome, ma come vedete, l'anonimato è una “virtù” che attira un po' tutti.
Se non fosse per la diabolica ossessione che lo perseguita, magari ancora oggi si ignorerebbe chi sia l'ultimo blogger prima di noi.
Se invece di rispondere al diktat del suo editore, che gli impone una costante e fervida esaltazione del potere, con conseguente denigrazione ed irrisione di chi tale potere combatte, avrebbe ancora una credibilità virtuale.
Invece, mentre il paese va a “puttane”, con strade piene di crateri e fossi ricolmi di rifiuti speciali (anche eternit), mentre nelle piazze cittadine e presso la stazione, si assiste costantemente a scene di impunito spaccio e consumo di stupefacenti, mentre a Porto Recanati chiude la caserma della Polizia Stradale, mentre ci apprestiamo ad affrontare una nuova stagione estiva con un decoro urbano da barrio di Caracas, il blogger di società civile, ci racconta che il PD, ora che è andato in mano a chi a braccetto con la vecchia segreteria da 55 voti voleva l'accordo con la Ubaldi, sta tornando grande e che da quando ci sono i suoi ogni domenica o festa è da tutto esaurito.
Scusate se insistiamo nell'anonimato dunque, ma se dovessimo scivolare anche noi in questa patetica deriva, almeno avremo ancora una faccia da presentare per strada.
Noi del Portorecanatese Doc, non badiamo alla forma, non ci crucciamo di utilizzare un linguaggio forbito o "Guzzo", non siamo qui ad accontentare le paturnie dell'amico politico di turno.
Noi amiamo scendere per strada, ascoltare gli umori, sentire cosa pensano i cittadini del proprio territorio e poi ci piace raccontarvi che cosa viene fuori, dando il taglio della nostra opinione, che però è sempre aperta al confronto.
Tempo fa ci chiedevate di venire fuori allo scoperto, di dire chi siamo, perché rimanere anonimi non è giusto. Eppure ogni forma di critica (nella sua accezione più ampia di analisi generale), a Porto Recanati è nata sotto anonimato, salvo venire fuori in momenti successivi o per altri motivi.
Anche se è buona regola non parlare degli altri blog, noi che siamo completamente a digiuno di strategie dell'etere, vi vogliamo raccontare un po' come sono nati gli altri.
Il blog più letto L'Argano, ad esempio, inizialmente ha agito liberamente senza che si sapesse chi fosse il responsabile, ma certamente su impulso di un'area politica ben definita. Possiamo dire, senza voler leccare le terga di nessuno, di aver seguito sin dai primi passi la sua affermazione, venendo a conoscenza del nome dell'amministratore solo dopo un anno e più di attente letture. Nondimeno ne abbiamo apprezzato la verve e la dettagliata analisi delle vicende cittadine. Ne abbiamo colto e forse ne riproponiamo il tono non troppo “politically correct”, ogni qual volta si doveva puntare il dito contro qualcuno. Una buona opera di omogenea presa a calci in culo a tutti, senza sconti a nessuno. Così democratica, che i detrattori di tale blog ne hanno tacciato il responsabile, a seconda dei casi, come riccettiano prima, ubaldiano e poi ancora riccettiano.
Poi è nata su Facebook la pagina di Sdrogio, una bacheca anonima di satira politica, che dopo un avvio strepitoso (complice anche il turbinio di eventi legati alla scorsa campagna elettorale comunale), adesso inizia un po' a battere la fiacca. A lungo per il paese si è fatto il toto nomi dei presunti amministratori di tale pagina e forse qualcuno li ha individuati.
Diciamo che il loro modo di colpire in maniera pungente certi gruppi, per solleticare lievemente uno in particolare, ne ha fatto scoprire quantomeno la vicinanza politica.
Nondimeno, ci capita di buttare un occhio nella loro bacheca, per farci una risata sopra!
Poi è venuto fuori lo strano caso del blog “società civile”, che ha battuto tutti i record di minor durata dell'anonimato del responsabile.
È bastato leggere il primo post e già alla terza riga, la firma dell'amministratore era impressa.
Tanto valeva chiamarlo con il proprio nome, ma come vedete, l'anonimato è una “virtù” che attira un po' tutti.
Se non fosse per la diabolica ossessione che lo perseguita, magari ancora oggi si ignorerebbe chi sia l'ultimo blogger prima di noi.
Se invece di rispondere al diktat del suo editore, che gli impone una costante e fervida esaltazione del potere, con conseguente denigrazione ed irrisione di chi tale potere combatte, avrebbe ancora una credibilità virtuale.
Invece, mentre il paese va a “puttane”, con strade piene di crateri e fossi ricolmi di rifiuti speciali (anche eternit), mentre nelle piazze cittadine e presso la stazione, si assiste costantemente a scene di impunito spaccio e consumo di stupefacenti, mentre a Porto Recanati chiude la caserma della Polizia Stradale, mentre ci apprestiamo ad affrontare una nuova stagione estiva con un decoro urbano da barrio di Caracas, il blogger di società civile, ci racconta che il PD, ora che è andato in mano a chi a braccetto con la vecchia segreteria da 55 voti voleva l'accordo con la Ubaldi, sta tornando grande e che da quando ci sono i suoi ogni domenica o festa è da tutto esaurito.
Scusate se insistiamo nell'anonimato dunque, ma se dovessimo scivolare anche noi in questa patetica deriva, almeno avremo ancora una faccia da presentare per strada.
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