Intanto che voi litigate qualcuno ride. GENI!
UPP vs. CANALETTI. IL SOLITO DISCO ROTTO!!!
Durante queste festività pasquali, abbiamo seguito il deprecabile siparietto andato in rete nella pagina Facebook “So de Porto Recanati e nun me sta be'”, tra gli ex membri di maggioranza Riccetti e Fermanelli, unitamente al giornalista Alessandro Trevisani, da un lato e l'ex assessore Canaletti, oggi politicamente vicino a Città Mia dall'altro.
Piccola premessa. Ci raccontano di un Trevisani, storicamente molto vicino al gruppo Upp e spesso critico e pungente contro il gruppo che alle scorse elezioni comunali ha conteso i voti dello stesso bacino di centro sinistra, ovvero Città Mia.
Ci raccontano, ma ce lo ricordiamo bene, di un esecrabile alterco avvenuto tra Trevisani e Giampaoli (sostenitore del gruppo capitanato da Giovanni Giri), in occasione della presentazione della lista Città Mia, dove l'ex sindaco è incappato in una pessima caduta di stile.
Ci dicono di un Trevisani che alla caccia di scoop di chissà quale portata, riprendeva in notturna le vetrine della sede di Città Mia, evidenziando l'irregolarità delle affissioni elettorali, non accorgendosi che per una settimana fuori della sede di Upp era rimasto esposto un cartello-sandwich di propaganda elettorale, poggiato su marciapiede pubblico, senza autorizzazione all'occupazione.
Insomma un panorama in cui se da un lato si assiste ad un'informazione supinamente piegata su posizioni filo-governative, dall'altro non è che mostri troppa obiettività, anzi!
Sta di fatto che la scorsa settimana, proprio Trevisani, postando un'immagine di bottiglie rotte sulla spiaggia di Largo Porto Giulio, citava in causa l'ex assessore Canaletti, sulla base di informazioni ottenute (e come ti sbagli!) da Upp.
In base a tali informazioni, sembra che l'ex assessore Canaletti, avendo ottenuto un risparmio per le casse comunali pari a 41.000€, riducendo da due ad uno i giorni per il conferimento del “sacchetto giallo” (indifferenziata), avesse voluto accontentare il suo pigmalione Giampaoli (definito da Trevisani un “padrino”), cercando di ottenere l'approvazione in giunta per l'acquisto di circa 80 bidoni per la raccolta differenziata, da piazzare sulle spiagge e due addetti alla raccolta.
Acquisto che sarebbe stato effettuato in favore dalla Cosmari, di cui Giampaoli è direttore. Una sorta di marchetta risarcitoria, per aver ridotto il servizio di raccolta rifiuti gestita dallo stesso Cosmari.
A questo punto nella discussione intervengono Fermanelli, prima e Riccetti poi, che senza troppi riguardi, sostenendo le tesi del Trevisani, rivolgono l'appello all'ex assessore per sapere se sia stato poi il rifiuto della giunta a mettere in atto tale piano, il motivo delle sue dimissioni.
Secondo Fermanelli e Riccetti, quei soldi dovevano essere utilizzati per la riduzione delle tasse sui rifiuti e comunque in caso di acquisto dei bidoni attraverso il MePa, si sarebbe trovato sicuro risparmio.
Peccato che l'appello non possa arrivare all'attenzione del diretto interessato, visto che l'autore del post (Trevisani), lo chiama in causa, ma si dimentica di averlo bloccato/bannato.
Interviene a questo punto Castellani, incolpevole gestore della pagina “So de Porto Recanati e nun me sta be” che immaginiamo con grande entusiasmo, provvede a sopperire alla distrazione trevisanesca, pubblicandone gli screenshot.
A questo punto Canaletti interviene, affermando che comunque i 41.000€ erano il frutto di un suo intervento già proposto in passato, ma mai attuato e che l'impiego di tali bidoni e personale avrebbe previsto un impegno di spesa di circa 12.500€ l'anno.
Si guarda bene però dal rispondere alla domanda formulata dai suoi denigratori, tacendo anche sui rapporti tra lui e Giampaoli e tra questi e Città Mia.
Insomma volendo fare l'amico del giaguaro, vogliamo chiedere anche noi a Canaletti, se le sue dimissioni siano state dettate dal mancato ottenimento di quanto voluto e se l'atto proposto fosse stato caldeggiato da Giampaoli. Vogliamo chiedergli anche perché ha scelto la via dello studio notarile per rassegnare le sue dimissioni, lo vogliamo chiedere anche a Fiaschetti e Dezi, così magari anche quelli di Upp si metteranno il cuore in pace.
Chiediamo anche a Trevisani una cosa: “come mai continua con il disco rotto che Giampaoli sia un po' il padre putativo di Città Mia, se da dopo le elezioni sembra sia sparito?”
“e perché continua ad accostare Giampaoli a Città Mia? Che cosa intende sostenere? Che siccome risulta indagato per eco-mafia, possa comportare pregiudizio al gruppo politico da lui sostenuto?”
.
Una cosa è certa: non corre buon sangue tra Upp e Città Mia, così era e così continua ad essere. Ogni volta ci sembra tuttavia che le incompatibilità tra loro, ricadano più su personalismi che su vere e proprie strategie politiche.
Si sa che Riccetti è sempre alla caccia di una prestigiosa poltrona, ma lui sa anche che da solo non va da nessuna parte. Se ci si aggiunge l'ovvia chiusura dei 5stelle, già manifestata nel tentato inciucio del 2015, l'unica strada che gli si prospetta è dialogare con i ragazzi di PAC. Lo si capisce anche dalla evidente empatia che si nota in consiglio tra Rovazzani e la Zoppi. Che sia l'alba di una imminente coalizione? Rovazzani disse che non avrebbe mai fatto alleanze con chi avesse fatto parte della giunta Montali. Forse è arrivato il tempo per rimangiarsi la parola, magari mettendola ai voti come già successo per il Burchio!
Durante queste festività pasquali, abbiamo seguito il deprecabile siparietto andato in rete nella pagina Facebook “So de Porto Recanati e nun me sta be'”, tra gli ex membri di maggioranza Riccetti e Fermanelli, unitamente al giornalista Alessandro Trevisani, da un lato e l'ex assessore Canaletti, oggi politicamente vicino a Città Mia dall'altro.
Piccola premessa. Ci raccontano di un Trevisani, storicamente molto vicino al gruppo Upp e spesso critico e pungente contro il gruppo che alle scorse elezioni comunali ha conteso i voti dello stesso bacino di centro sinistra, ovvero Città Mia.
Ci raccontano, ma ce lo ricordiamo bene, di un esecrabile alterco avvenuto tra Trevisani e Giampaoli (sostenitore del gruppo capitanato da Giovanni Giri), in occasione della presentazione della lista Città Mia, dove l'ex sindaco è incappato in una pessima caduta di stile.
Ci dicono di un Trevisani che alla caccia di scoop di chissà quale portata, riprendeva in notturna le vetrine della sede di Città Mia, evidenziando l'irregolarità delle affissioni elettorali, non accorgendosi che per una settimana fuori della sede di Upp era rimasto esposto un cartello-sandwich di propaganda elettorale, poggiato su marciapiede pubblico, senza autorizzazione all'occupazione.
Insomma un panorama in cui se da un lato si assiste ad un'informazione supinamente piegata su posizioni filo-governative, dall'altro non è che mostri troppa obiettività, anzi!
Sta di fatto che la scorsa settimana, proprio Trevisani, postando un'immagine di bottiglie rotte sulla spiaggia di Largo Porto Giulio, citava in causa l'ex assessore Canaletti, sulla base di informazioni ottenute (e come ti sbagli!) da Upp.
In base a tali informazioni, sembra che l'ex assessore Canaletti, avendo ottenuto un risparmio per le casse comunali pari a 41.000€, riducendo da due ad uno i giorni per il conferimento del “sacchetto giallo” (indifferenziata), avesse voluto accontentare il suo pigmalione Giampaoli (definito da Trevisani un “padrino”), cercando di ottenere l'approvazione in giunta per l'acquisto di circa 80 bidoni per la raccolta differenziata, da piazzare sulle spiagge e due addetti alla raccolta.
Acquisto che sarebbe stato effettuato in favore dalla Cosmari, di cui Giampaoli è direttore. Una sorta di marchetta risarcitoria, per aver ridotto il servizio di raccolta rifiuti gestita dallo stesso Cosmari.
A questo punto nella discussione intervengono Fermanelli, prima e Riccetti poi, che senza troppi riguardi, sostenendo le tesi del Trevisani, rivolgono l'appello all'ex assessore per sapere se sia stato poi il rifiuto della giunta a mettere in atto tale piano, il motivo delle sue dimissioni.
Secondo Fermanelli e Riccetti, quei soldi dovevano essere utilizzati per la riduzione delle tasse sui rifiuti e comunque in caso di acquisto dei bidoni attraverso il MePa, si sarebbe trovato sicuro risparmio.
Peccato che l'appello non possa arrivare all'attenzione del diretto interessato, visto che l'autore del post (Trevisani), lo chiama in causa, ma si dimentica di averlo bloccato/bannato.
Interviene a questo punto Castellani, incolpevole gestore della pagina “So de Porto Recanati e nun me sta be” che immaginiamo con grande entusiasmo, provvede a sopperire alla distrazione trevisanesca, pubblicandone gli screenshot.
A questo punto Canaletti interviene, affermando che comunque i 41.000€ erano il frutto di un suo intervento già proposto in passato, ma mai attuato e che l'impiego di tali bidoni e personale avrebbe previsto un impegno di spesa di circa 12.500€ l'anno.
Si guarda bene però dal rispondere alla domanda formulata dai suoi denigratori, tacendo anche sui rapporti tra lui e Giampaoli e tra questi e Città Mia.
Insomma volendo fare l'amico del giaguaro, vogliamo chiedere anche noi a Canaletti, se le sue dimissioni siano state dettate dal mancato ottenimento di quanto voluto e se l'atto proposto fosse stato caldeggiato da Giampaoli. Vogliamo chiedergli anche perché ha scelto la via dello studio notarile per rassegnare le sue dimissioni, lo vogliamo chiedere anche a Fiaschetti e Dezi, così magari anche quelli di Upp si metteranno il cuore in pace.
Chiediamo anche a Trevisani una cosa: “come mai continua con il disco rotto che Giampaoli sia un po' il padre putativo di Città Mia, se da dopo le elezioni sembra sia sparito?”
“e perché continua ad accostare Giampaoli a Città Mia? Che cosa intende sostenere? Che siccome risulta indagato per eco-mafia, possa comportare pregiudizio al gruppo politico da lui sostenuto?”
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Una cosa è certa: non corre buon sangue tra Upp e Città Mia, così era e così continua ad essere. Ogni volta ci sembra tuttavia che le incompatibilità tra loro, ricadano più su personalismi che su vere e proprie strategie politiche.
Si sa che Riccetti è sempre alla caccia di una prestigiosa poltrona, ma lui sa anche che da solo non va da nessuna parte. Se ci si aggiunge l'ovvia chiusura dei 5stelle, già manifestata nel tentato inciucio del 2015, l'unica strada che gli si prospetta è dialogare con i ragazzi di PAC. Lo si capisce anche dalla evidente empatia che si nota in consiglio tra Rovazzani e la Zoppi. Che sia l'alba di una imminente coalizione? Rovazzani disse che non avrebbe mai fatto alleanze con chi avesse fatto parte della giunta Montali. Forse è arrivato il tempo per rimangiarsi la parola, magari mettendola ai voti come già successo per il Burchio!
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