Il canto del cigno dei partiti

Partiamo dall'ultimo dato elettorale, quello delle comunali 2016.
Vi siete mai chiesti dei 96 candidati consiglieri (sorvoliamo sui candidati a sindaco perché non sono diretta espressione di preferenza), quanti siano stati in possesso di tessera di partito al momento delle elezioni?

Partiamo da IAG.
Degli 11 consiglieri eletti di maggioranza, ci risulta avessero la tessera solo Ubaldi (UDC), Fabbracci (UDC), Cingolani (UDC), Sabbatini (UDC) e Attacalite (Forza Italia);

Città Mia.
Se avessero vinto loro, degli 11 consiglieri eletti con tessera di partito, solo Feliciotti (PD), Sichetti (PD) e Cicconi (PD);

Upp.
Nessun tesserato di partito.

PAC.
Nessun tesserato di partito.

Movimento 5 stelle.
11 su 11 ovviamente iscritti al Movimento

Leonardi Lega – FdI.
I dati dei tesserati di questa lista non sono sicuri, ma vista l'esiguità del risultato elettorale, il discorso che intendiamo affermare non cambia, anzi viene rafforzato.

Sostanzialmente dei 55 (come detto scartiamo il dato dell'ultima lista perché ininfluente) candidati papabili per la maggioranza in consiglio, solo 19 erano tesserati.
Più in generale dei 96 candidati totali, solamente il 30% circa era in possesso di una tessera di partito.
Che cosa significa tutto questo? Sono dati che testimoniano la difficoltà con la quale i partiti locali (Movimento 5 stelle a parte), riescono a trovare iscritti pronti a scendere in campo e candidarsi. Forse semplicemente non ci sono perché il marchio di un partito non lo vuole nessuno.
Eppure su altri blog locali, si sostiene e difende con argomenti al limite del ridicolo, la supremazia del partito sulla “società civile”, una supremazia che se non ricevesse l'apporto maggioritario delle liste civiche e delle persone appartenenti alla società civile, sarebbe espressione di percentuali di consenso da prefisso telefonico, ovviamente riguardo al dato elettorale locale.

Diciamoci la verità, non è un bel periodo per i partiti di casa nostra, lo scollamento di questi dalla vita di tutti i giorni è così evidente che per averne prova, basta gettare uno sguardo a quello che è successo domenica scorsa all'assemblea del PD per la nomina del nuovo segretario.
Sulla figura politica di Massimo Montali, a cui comunque facciamo gli auguri di buon operato, ci asteniamo da qualsiasi considerazione.
Dei 39 iscritti attuali (si avete capito bene il PD locale, primo partito cittadino, ha 39 iscritti – probabilmente il vostro circolo di cucito è più numeroso), solo 26 hanno votato il nuovo direttivo e la nuova segreteria.
26 persone oggi legittimano la strategia politica di un intero partito. Di questi 26 in particolare una buona metà fa capo a due gruppi familiari che si sono tesserati in massa proprio in concomitanza della scorsa assemblea. Uno di questi due gruppi-claque reclutati da Montali, ci dicono, fanno riferimento ad un noto personaggio politico fantasioso, che proprio in assemblea sembra sia stato molto critico con le liste civiche, sorvolando sul fatto che nel 2014 si era proposto come candidato sindaco a tutte le liste civiche dell'arco parlamentare cittadino, salvo poi “tentennare” sulla scelta finale. Sic! Ahi Ahi Nannì
C'è solo una certezza attuale inconfutabile, cari amici degli amici, che a Porto Recanati, solo il Movimento 5 Stelle è in grado di presentare un lista di persone tesserate al “partito”, perché solo tale movimento, oggi, permette di superare l'ormai diffuso disgusto ad entrare in una formazione partitica.
Probabilmente sarà così (vista l'aria che tira anche a livello nazionale) per i prossimi 10 anni. Allora  vogliamo dire ai luminari politologi locali, ricordatevi di non tirare troppo la cinghia con le civiche, perché se superassero i personalismi reciproci e dovessero riunirsi sotto un'unica egida, per voi nostalgici di Botteghe Oscure...sono cazzi amari!!!

Commenti

  1. Ho avuto (anche se solo per un periodo breve) la tessera dell'Italia dei Valori, perché ci credevo e mi ritrovavo nelle proposte e nei fatti. Poi, a livello locale è stato gestito tutto in modo scorretto quindi ho ritenuto opportuno di lasciare tutto. Essere sottomessi e obbedire al partito provinciale e al partito regionale, senza avere la libertà di seguire le proprie idee, non fa per me. Sono e resto un cane sciolto, senza un'appartenenza politica ma almeno sarò sempre fedele ai miei principi e sarò sempre coerente con me stessa :)

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  2. Le idee di partiti o movimenti sono più o meno condivisibili e il fatto di avere avuto la tessera di un partito non è un disonore. Sono le classi dirigenti che fanno pena.

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